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Dalla community

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Simone82

Trapianto

Buongiorno, da due anni mia moglie è in lista per un trapianto cardiaco. Lei sta relativamente bene, grazie alla terapia a base di lasix (1 al giorno) riesce a condurre una vita dignitosa. Lei è nata con la trasposizione delle grandi arterie ed è stata operata praticamente appena nata. Negli ultimi anni era vittima di gravi aritmie che le hanno compromesso l'integrità del cuore procurandole anche una stenosi polmonare. Fatta l'ablazione le aritmie sembrano sparite ma a detta dei medici il cuore è ormai compromesso. Io mi chiedo se il trapianto sia l'unica via percorribile, visto che leggendo numerosi articoli sulle riviste mediche ho constatato che la terapia immunosoppressiva che segue il trapianto è altrettanto rischiosa a causa del l'insorgere di numerose controindicazioni. La mia paura è quella di passare la vita a combattere contro i numerosi problemi che il trapianto stesso potrebbe scatenare.

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Plusimple

Assistenza «fai da te» se si ha il cuore stanco.

Come sono assistiti in Italia i pazienti che soffrono di scompenso cardiaco? Questa domanda è fondamentale poiché si tratta di una patologia cronica che affligge oltre un milione di persone nel nostro Paese, è la prima causa di ricovero tra gli ultrasessantacinquenni e la prima di morte tra le malattie cardiovascolari nel nostro Paese. «Nonostante l’elevato impatto sulla qualità della vita, la sopravvivenza e anche sulla spesa sanitaria, lo scompenso cardiaco rimane una patologia ancora molto sottovalutata sia a livello clinico sia da parte delle istituzioni» sottolinea Maria Rosaria Di Somma, consigliere delegata dell’Associazione italiana scompensati cardiaci (Aisc).Come se non bastasse il «cuore stanco», che non pompa sangue nell’ organismo come dovrebbe, i malati spesso devono affrontare ostacoli legati alla gestione della malattia e anche alla burocrazia. in tutta Italia i Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (Pdta) che dovrebbero migliorare concretamente l’assistenza e la vita quotidiana dei malati non sono ancora operativi per ciascun paziente, in tutte le fasi della malattia: dalla diagnosi alle cure, dalla prevenzione e gestione delle fasi di riacutizzazione al trattamento domiciliare, anche con la teleassistenza, fino alla riabilitazione. Per poter accedere alle cure necessarie, in assenza del Pdta, spetta ai malati e ai loro familiari gestire l’iter del piano terapeutico, che va rinnovato periodicamente — spiega Di Somma —. Quasi sempre sono pazienti, spesso anziani, in precarie condizioni di salute, che hanno difficoltà a muoversi». E sono costretti a sbrogliarsela da soli tra ricette da farsi prescrivere, prenotazioni di indagini e visite cui sottoporsi in tempo utile, vari accertamenti da effettuare peregrinando tra ambulatori e ospedali. Sono ostacoli che possono indurre i pazienti a rinunciare alle terapie, come di fatto avviene in alcuni casi. Di conseguenza, si va incontro a ripetuti ricoveri in ospedale e, a distanza di sei mesi - un anno, anche alla morte improvvisa. Tutto ciò s’inserisce in un sistema sanitario in cui mancano strutture dedicate allo scompenso cardiaco e non è possibile per il malato accedere alla visita con la prescrizione specifica per questa malattia.Tutto ciò s’inserisce in un sistema sanitario in cui mancano strutture dedicate allo scompenso cardiaco e non è possibile per il malato accedere alla visita con la prescrizione specifica per questa malattia. Sarebbero molto utili dei “Centri di scompenso cardiaco” con personale clinico e infermieristico specializzato, cui poter accedere con l’apposita richiesta di “visita per lo scompenso cardiaco”. [articolo di Maria Giovanna Faiella tratto dal Corriere della Sera/ Cardiologia, riproduzione riservata]

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Un’alleanza per proteggere la salute del cuore

Il cuore e le arterie hanno tanti nemici: alcuni sono legati all’ ereditarietà, come il fatto di aver avuto casi d’infarto o ci ictus in famiglia, altri più importanti, dipendono dalle nostre abitudini. Combattere il sovrappeso, fare una regolare attività fisica, tenere sotto controllo i valori del colesterolo LDL e della pressione, evitare il fumo e contrastare l’insorgenza del diabete, significa aggiungere salute al benessere cardiaco. Spesso, però ci dimentichiamo delle semplici regole che possono accompagnarci per tenere sotto controllo questi “nemici” del cuore e soprattutto non seguiamo con cura i trattamenti che il medico può indicare per tenerli a bada. Oggi si sa che per i fattori di rischio, specie quando si sommano tra loro, seguire correttamente le terapie preventiva significa guadagnare anni di vita in salute. E’ questo il monito principale che viene dalla Consulta delle Società Scientifiche per la Riduzione del Rischio Cardiovascolare (www.consulta-scv.it) - alleanza di 15 Società Scientifiche che operano nei diversi ambiti nei quali si articola la prevenzione cardiovascolare. La gestione ottimale del rischio cardiovascolare è una sfida che si rinnova negli anni, per l’incessante avanzamento delle conoscenze e per lo sviluppo di nuove tecnologie e farmaci. Ultimo aspetto da non dimenticare è il concetto di equivalenza terapeutica, che ovviamente rappresenta un mezzo importante in termini di sanità pubblica ma che non deve mai far dimenticare che ogni persona è diversa da un’altra. In epoca di medicina personalizzata, anche nella prevenzione del rischio cardiovascolare questo parametro va tenuto presente. [articolo tratto da La Repubblica/ Circolazione, riproduzione riservata]

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Cuore, i protoni curano l'aritmia ventricolare: a Pavia il primo intervento al mondo.

Un fascio di protoni mirato è stato utilizzato per la prima volta al mondo a Pavia per curare l'aritmia ventricolare di un paziente. Un fascio di protoni ha colpito, in modo mirato e con un ridottissimo impatto sui delicati tessuti circostanti, la parte del cuore responsabile dei battiti cardiaci irregolari. L'intervento, messo a punto in collaborazione con la Fondazione Irccs Policlinico San Matteo, è stato eseguito al Cnao di Pavia. <<La scelta di utilizzare l'adroterapia con protoni è nata dalla necessità di contrastare una forma particolarmente aggressiva di aritmia ventricolare che non aveva risposto efficacemente sia ai trattamenti tradizionali sia a quelli più avanzati (plurimi farmaci, ablazione invasiva tramite radiofrequenza e chirurgia toracica sul sistema nervoso cardiaco) e che determinava nel paziente continue e pericolose alterazioni del ritmo cardiaco>>. Anche se la radioterapia con fotoni è già stata utilizzata seppur in maniera sperimentale e in rari casi per trattare alcune forme di aritmia, è stato scelto, questa volta, di procedere con i protoni che garantiscono un impatto molto più basso sui tessuti delicati circostanti. L'intervento di Pavia risulta essere il primo al mondo sull'uomo e i primi risultati sono davvero incoraggianti. «Per il Cnao si tratta di una via del tutto nuova - aggiunge Gianluca Vago, presidente del Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica -, ma che conferma la straordinaria potenzialità di questa forma di radioterapia anche al di fuori della sua applicazione in campo oncologico, vocazione per cui è nato il nostro Centro, e lo spirito di piena collaborazione con il mondo della cura italiano ed internazionale che lo anima». [articolo tratto da Il Messaggero/ Salute > Medicina, riproduzione riservata]

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Fratture e infarti, il filo rosso che lega la salute di cuore e ossa

Osteoporosi e malattie cardiovascolari condividono molti fattori di rischio e sono tuttora sotto-diagnosticate: i dati da uno screening in 5 città europee e i consigli Cuore e ossa hanno in comune molto più di quel che si potrebbe pensare perché molti fattori di rischio per le malattie cardiovascolari favoriscono anche la fragilità ossea e l’osteoporosi: lo ribadiscono i risultati di uno screening condotto durante la campagna di sensibilizzazione. Secondo ProtectUrLife tanti italiani hanno un’alta probabilità di andare incontro a problemi cardiovascolari e fratture proprio perché hanno uno stile di vita ‘pericoloso’ per entrambe. I dati, raccolti attraverso uno screening durante l’edizione 2018 della campagna ProtectUrLife in 5 città europee (Barcellona, Bruxelles, Monaco, Nizza e Rimini), dimostrano che circa il 15 per cento degli over 60 ha un rischio alto o molto alto di malattie cardiovascolari, il 20,5 per cento è ad alto rischio di fratture da osteoporosi; negli over 65 si sale al 43 per cento nel caso di problemi a cuore e vasi, al 23 per cento nel caso dei pericoli per le ossa. «Le malattie cardiovascolari, oltre a essere tuttora la prima causa di morte in Italia, provocano infarti e ictus che possono determinare una grave perdita di autonomia», spiega Arrigo Cicero del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università degli Studi di Bologna. «Se quindi riuscissimo ad applicare una buona prevenzione, si potrebbero evitare o ritardare eventi che compromettono molto la qualità di vita di una persona». Prevenzione che servirebbe pure nel caso dell’osteoporosi che, come spiega Maria Luisa Brandi, Presidente FIRMO - Fondazione Italiana Ricerca sulle Malattie dell’Osso: «Interessa circa 5 milioni di italiani, di cui 1 milione sono uomini, e provoca fratture da fragilità che si presentano per traumi minori a femore, caviglia, polso, vertebre. In Italia queste fratture colpiscono ogni anno circa 550 – 600mila persone; se consideriamo quelle della colonna vertebrale la diagnosi viene eseguita solo in un quarto dei casi, sono perciò molto sottostimate». Fratture e infarti hanno basi più comuni di quanto si potrebbe pensare e fattori di rischio che si alimentano a vicenda come una dieta scorretta, la sedentarietà, il fumo, l’eccesso di alcol. Tutti elementi a cui si dovrebbe pensare per mettere al riparo la salute di cuore e ossa: evitare ipertensione, colesterolo alto e diabete di tipo 2 con uno stile di vita sano è possibile e così facendo, come spiega Brandi, si fa del bene anche alle ossa: «La prevenzione ha un ruolo chiave per la salute delle ossa e la prima avviene durante l’infanzia, educando i bambini ad introdurre una buona qualità di calcio, a stare all’aria aperta, affinché la pelle sintetizzi la vitamina D, e a praticare attività fisica regolare. Tutto ciò per raggiungere il più adeguato picco della massa ossea verso i 20-25 anni, cercando poi di mantenerlo da adulti». Mangiare sano e fare movimento sono anche i due pilastri per un cuore in salute: il cerchio si chiude, e la salute migliora. [articolo di Elena Meli tratto da Corriere della Sera/ Cardiologia, riproduzione riservata]

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Colesterolo alto, quando basta seguire la dieta e quando servono le statine

La prescrizione non dipende soltanto dal valore di colesterolo nel sangue, bensì dal rischio globale di andare incontro a problemi cardiovascolari di natura aterosclerotica. Dopo aver escluso che il colesterolo alto non dipenda da una patologia sottostante (per esempio, l’ipotiroidismo), la prescrizione di statine, o altri farmaci per ridurre i valori di colesterolo, richiede una valutazione attenta e complessiva del paziente. La decisione infatti non dipende soltanto dal valore di colesterolo nel sangue che ha una persona, bensì da quale sia il suo rischio globale di andare incontro negli anni successivi a problemi cardiovascolari di natura aterosclerotica (come angina pectoris, infarto del miocardio, ictus ischemico). Ci sono condizioni cliniche che determinano un alto rischio (per esempio, aver avuto già dei problemi cardiovascolari di natura aterosclerotica, soffrire insufficienza renale, artrite reumatoide o lupus, ecc.) e giustificano una terapia farmacologica intensiva con statine. Se non si presentano alcuna di queste alterazioni, è possibile che il suo medico si sia avvalso per stimare il suo rischio cardiovascolare, di strumenti chiamati “tabelle o score di rischio”. Questi strumenti prendono in considerazione, oltre al livello di colesterolo, altri parametri come: età, sesso, l’essere o meno fumatori, la presenza o assenza di diabete, i livelli di pressione arteriosa e di colesterolo HDL (il cosiddetto colesterolo “buono”). Certo, le tabelle sono sempre approssimazioni statistiche, basate su grandi studi di popolazione, ma sono i migliori strumenti finora disponibili per prendere decisioni sulle terapie da utilizzare. Quando le tabelle evidenziano un rischio cardiovascolare elevato bisogna consigliare al paziente, oltre che una dieta adeguata, anche una terapia farmacologica per ridurre il colesterolo, in primis con le statine.Quando invece risulta un rischio cardiovascolare basso, le statine non sono indicate e le uniche misure da intraprendere sono le modifiche allo stile di vita (alimentazione, attività fisica). Il medico potrebbe trovare più difficoltà a decidere quando le tabelle segnalano una situazione di rischio “intermedio”: in questo caso, “osservare” le arterie del collo (carotidi) attraverso gli ultrasuoni, oppure eseguire alcune indagini non invasive per valutare la condizione vascolare, può risultare molto utile per avere una stima più precisa del rischio del paziente e dunque agire di conseguenza. Questo inquadramento diagnostico è molto importante perché può determinare l’indicazione di un farmaco che, per essere efficace nel prevenire problemi cardiovascolari, richiede un utilizzo a lungo termine. [articolo di Pablo Werba tratto da Corriere della Sera/ Cardiologia, riproduzione riservata]

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I professionisti che hanno aderito

Strutture e Associazioni

Le organizzazioni e le associazioni entrano nelle campagne Plusimple con il loro intero bagaglio di competenze, professionisti e servizi, per assicurare un ecosistema completo attorno alle tematiche che più ti stanno a cuore

Associazione Italiana Cardiopatici Congeniti Adulti

Via Giovanni Pascoli, 37, San Donato Milanese, MI, Italia

AICCA ONLUS, Associazione Italiana dei Cardiopatici Congeniti Adulti è nata nell’aprile del 2009 dalla volontà di medici, chirurghi, psicologi operanti all’interno del reparto di Cardiologia e Cardiochirurgia Pediatrica e del Congenito Adulto del IRCCS Policlino San Donato e dai pazienti che sentivano propria la necessità di creare un’associazione che li rappresentasse. AICCA aiuta a vivere, non a sopravvivere!

3 professionisti in questa organizzazione

Unità Operativa Complessa di Cardiologia “Luigi Colonna”

Piazza Giulio Cesare, 11, Bari, BA, Italia

U.O.C. Cardiologia Ospedaliera AOU Policlinico di Bari Orari di Accesso: dal lunedì al sabato dalle ore 17.00 alle ore 18.00 Domeniche e Festivi dalle ore 13.00 alle ore 14.00 e dalle ore 17.00 alle ore 18.00. Vige divieto d'accesso ai minori di anni 14.

1 professionista in questa organizzazione

Ambulatorio Cardiologico - Dott. Antonio Amico

Ospedale S. Giuseppe - Copertino / Poliambulatorio ASL - Taviano

Ambulatorio del Dott. Antonio Francesco Amico. Direttore della Cardiologia UTIC (Unità Terapia Intensiva Coronarica) degli Ospedali di Copertino e Galatina. Attraverso questo sito sarà possibile comunicare con il Direttore direttamente, previa iscrizione autorizzata da parte dello stesso Dott. Amico. Potranno essere invviati messaggi, immagini o video

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Cardiologia Universitaria Policlinico di Bari "Ospedale Giovanni XXIII"

Piazza Giulio Cesare, 11, Bari, BA, Italia

PADIGLIONE CHINI 1° PIANO BARI. Il reparto di cardiologia svolge anche attività ambulatoriale per visite cardiologiche, Elettrocardiogrammi e Ecocardiogrammi, astanteria cardiologica con otto posti letto in Chest Pain Unit più due posti letto nella Astanteria Medico-Chirurgica.

1 professionista in questa organizzazione

Centro Medico Medialife

Via Guido de Ruggiero, Bari, BA, Italia

Il Centro Medico Medialife C.M.M. è una struttura sanitaria diagnostico-terapeutico che opera in regime privato – poliambulatorio specialistico nelle branche di Cardiologia, Ginecologia ed Ostetricia, Dermatologia e Chirurgia Estetica, Urologia, Pneumologia ed Allergologia, Ortopedia e Traumatologia, Chirurgia Vascolare, Medicina Generale, Nutrizione Umana e Sportiva (L.R. 8/2004, art5,co. 1 Lett. B).

8 professionisti in questa organizzazione

A.M.A. Cuore Bari

Viale Lazio, Bari, BA, Italia

Associazione ONLUS di pazienti di cardiopatici

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Il progetto

Cardio Italia in breve

Cardioitalia è il primo portale in Italia sulle patologie cardiovascolari. Una corretta informazione, una maggiore presa di coscienza e migliori stili di vita sono l'arma per combattere queste patologie. Chi vive la malattia non ha bisogno solo di cure mediche, ma anche di un sostegno costante, fatto di fiducia e calore umano. Cardio Italia è lo spazio online nato per affrontare i dubbi, le emozioni e le sfide dei pazienti in modo sereno e protetto, insieme ad associazioni e professionisti della sanità. Qui puoi trovare i professionisti, le strutture e le prestazioni a tuo supporto, così da gestire la Tua patologia con un unico click.

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